Abitare la vita
Alma Gjini
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Sperduta in un anfratto,
d’amaro assenzio
a spasso verso
angusti vicoli
noto immagine che
ripiega furtiva
la sua vana ombra
nelle scucite ore
di perduti richiami,
di pelle bianco gelsomino.
Scavano ferite lontane
immagini accovacciate
alla cima del silenzio,
come cicala che
disturba la quiete
i silenzi siderali
si svegliano come un alito
fra le ombre
sulla soglia dell’attesa.
Si smemora la sera
nell’ora che lenta si schiude,
un martello nel cuore dei abeti ricurvi
morde il fiato al vento
già presente nel pianto,
da spettatrice inerme
torno sui miei passi
-come le rondini immigro-
ad abitare la vita!
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L'autore
Alma Gjini
Commenti (1)
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carla composto10 luglio 2016
una lirica dal tema forte in rime eccellenti , ben trattato l'rgomento di persone emarginate dal mondo... il mio plauso...

