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Introspezione 12 luglio 2016 · lettura 2 min · 1256 letture

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Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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scarpe nuove dentro pozzanghere nell'atrio d'un ospedale di notte in attesa di Te che prestavi soccorso ad altre vite senza ascolto -barlumi di gioco d'una bimba sola- mentre ogni giorno tranciava fino all'ultimo stendardo di gioia dalla mia lingua cinguettante dalle parabole ardite di ballerina danzante sulla cima di sogni d'oro salici piangenti a profumare di tristezza l'ingresso a scuola sacrificio e patimento ogni mattina senza corazza sola senza braccia e un'unica salvezza: una fune nascosta per fuggire lontano in un universo senza colpe e rimbrotti senza pretese o balocchi ma di morbida aria che comprimendosi diveniva stupore d'arcobaleni e nuvole di prati e dolci cantastorie carezze sui miei riccioli d'oro adagiata su gambe d'amore fiabe mai narrate vissute alla soglia d'una solitudine selvaggia che profumava di morte e di paglia arsa da sete perenne recisa su libri da studiare quanderni da riempire porta chiusa alle spalle di me solo le spoglie immersa dentro a un libro che diventava tutto e musica a scandire le ore mentre rantoli di paura defluivano in battiti sempre più accelerati occhi aperti su un falso precipizio da cui affrontare pericoli e rischi - Lei nasceva, cresceva, si rafforzava, fino a diventare la mia padrona- e spettri alle finestre dentro una stanza dimenticata che sembrava infinita deserto di mostri da sfidare in suicidi d'albe e lacrime scomposte e poi inventarsi una storia viverci dentro inascoltata invocazione che moriva alle soglie d'una parola troppo fioca per quanto tempo ancora odiosi fardelli graverete sull'anima mia?
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* ansia

L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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