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Elena Poldan
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sovente m'inoltro fra sentieri oscuri
di paure e ossessioni
inciampando su tralci di nodi
d'insidiosa foresta
sprofondando in paludose fanghiglie
annaspando disperata
credendomi finita
e poi mi scudo
contro pungenti rovi
e rami affioranti in mani deformi
malevola voglia d'afferrarmi
mentre fuggo atterrita
cercando appigli
quando inaspettate liane
si presentano per allontanarmi
da questi anfratti di dolore
dove l'anima marcisce
e il cuore diventa un lago nero
e tutto ha sembianze di male
di rovina e perdizione
alla fine osservo quell'inferno
ansimante
da un'isola di fronte
come naufraga scampata a certa morte
e volgendo lo sguardo al cielo
inalando luce e calore
torno alla vita
guarita e felice
come piccolo fiore
cui era stata negata
d'improvviso
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
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