Che cosa ancora?
Gesuino Curreli
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Che cosa vedrò ancora
che non vorrei vedere?
Che cosa saprò ancora
che non vorrei sentire?
Mi attacco a percezioni, ed ho il piacere
della malia che stento a definire
se un ricordo mi assale, e il suo fluire
stordisce il male che sa far tacere.
Che cosa vedrò ancora
che non vorrei vedere?
Meglio, meglio la placida incoscienza
che sa fermarsi ai piedi dei tramonti
e non scruta il domani e gli orizzonti
della terrena, flebile esistenza.
Che cosa saprò ancora
che non vorrei sentire?
Meglio il vento a folate da maestrale
che dà nuovo respiro alla calura,
meglio lo scroscio e un forte temporale
quando l'afa ristagna e fa paura
su questa estate bianca da star male...
Chissà cosa mi resta da soffrire!
Chissà quanto di me potrà restare
nell'inquieto vivere, se amare
rimane un sogno al punto di svanire!
La vita mi ha vissuto a piacimento,
non io le sue parabole scostanti,
mai fermo sul timone, in preda ai venti,
dall'entusiasmo al vile sfinimento.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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