Mercenaria d'amore

Passa la gente, getta l'occhio nel vico,
dove l'odor di donna avvolge quell'aria satura,
di case in cui la muffa dipinge a macula,
con la ruggine repellente per i ben vestiti.
Dei miserabili, della città è l'ombellico,
all'aprirsi della finestra contagio di feromoni,
chioma rossa fuoco, rende tarantolati ormoni,
movimento dei capelli che richiama senza inviti.
La regina, la mercante che non tramonta,
sussurra con voce docile fittizi sentimenti,
imbambola, incantatrice di serpenti,
sveglia il demone del cliente puritano.
Il dottor inquisitore, ora è tra la gente tonta,
nessun razzismo, si dona anche a chi in esubero,
perché anche il sale può sembrare zucchero,
idem passione per chi ha piena la mano.
Cala la sera, il vento soffia con calma,
sulla finestra, di una candela si accende la fiamma,
un messaggio silenzioso, di riposo ristoratore.
Si attende, si aspetta, preparativi di una festa,
si attende, si aspetta, che l'alba gli bussi alla finestra,
si attente, si aspetta, la mercenaria dell'amore.
©
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L'autore
Lirico88
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