Una canzone
Gesuino Curreli
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Una canzone, un testo che riporta
al tempo che dà brividi e rimpianti,
quello concesso agl’ improvvidi amanti
che rubano i momenti senza scorta.
Il sole giallo che sembrava il cuore
di un corpo grande, enorme, sconosciuto,
il vento il suo respiro dibattuto
fra lacrime e mugugni dell'umore.
Quant'era linda e povera la sera,
costretti sul sedile in “cinquecento”,
porgendo il bacio prima che un lamento
sciupasse il trucco a quell'atmosfera.
Non c'é più nulla. Resta il ritornello
che torna come un'eco balbettante,
quando il silenzio è ruvido e pulsante
nel vuoto del presente, e mi arrovello.
Ma i giochi astrali scrivono le sorti,
e il vissuto, fumante, sui dilegua,
anche i roventi battiti hanno tregua
e innalzano preghiere per i morti.
Gli illusori entusiasmi appena scorti
ritornano nel baratro del nulla,
risorge il primo bacio, e una fanciulla
che dà carezze timide, e più forti
speranze come fiori in terra brulla.
Ma tutto è solo un attimo, ed esala
appena la memoria si addormenta,
si oscura il giorno come una tormenta
e la colomba bianca chiude l’ala.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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