Solitudini
Andrea Vivapenna
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Alacremente van
dinanzi all’attonito me,
di pesci, banchi,
composti, scomposti,
affini a leggiadre farfalle,
a fiere veementi,
a cinguettieri stormi
discosti; sprazzi di vento,
correnti marine,
inevitabilmente, li compagnano.
Diversi moti
di comun smarrimento;
istinti simbiotici, avversi
tuttavia, alla presunta conscienza
lor, allor che alla mia, mesto pur volgo,
poi che del mare e dell’aere son parte.
Amaramente adempio
l’impossibilità, oimè, di sottrarmi
a cotali forze ostili,
nelle quali l’uom si biasma:
la colpa medesma
né anche è tale,
e ognuno è degno.
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