Il poeta
Luca Farace
13 poesie pubblicate
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Spesso mi fermo a contemplare il nulla,
ad osservare il mondo che prosegue il suo ciclico scorrere
come un ruscello immerso tra un oceano
di verdi steli d'erba e candidi manti nevosi.
Come una pietra addormentata nel suo letto
mi lascio avvolgere dai suoi suoni,
ed è in quei momenti che a volte
la stessa domanda mi assale... chi è un poeta?
Un'anima astratta senza occhi
per osservare una realtà sconosciuta,
la traccia di un sogno terminato allo spuntar del sole
o d'un'altro che non vuol morire.
Nato senza nome alcuno da un battito d'ali di un gabbiano
prima di svanir nell'infinito dell'orizzonte,
o dalla pioggia che scivola sul viso e sull'erba,
ridestando un odore dimenticato.
Le parole di un poeta sono soffici
come il passaggio di una nuvola
sul picco solitario d'un monte innevato e silenzioso,
ma san dare voce al nulla
e creare dal niente la vita,
e come parlan d'amore posson dialogare con la morte,
giocarvi e sfiorarne la punta della falce
guardandola in viso senza cederne l'essenza perché,
se la morte può carpire l'uomo poeta,
le sue parole rimarranno indelebili
nel cuor e nelle menti di chi lo ha ascoltato e vissuto.
©
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L'autore
Luca Farace
Commenti (1)
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Stefano Drakul Canepa28 luglio 2016
il verso è un po' lungo ma ci sono molti spunti interessanti, ed è conivolgente il contenuto... b r a v o

