Il Dio che atterra e suscita
Gesuino Curreli
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Finché alzerete al cielo canne e lame
non troverete il Dio delle preghiere,
o voi, che date morte per mestiere,
non sazierete mai la vostra fame
di sangue e di terrore fra le genti.
Non fermerete l’empito vitale
che sta nella tragedia degli eventi,
nel circolo che crea dai sedimenti
di quel che fu, nel tempo più infernale.
Respireranno stelle e i firmamenti
benediranno l’uomo e le creature,
piegati dal dolore e da sventure,
risorti come idea di insegnamenti.
La colpa spegnerà pure il terrore,
e l’innocenza infine l’avrà vinta
su questa insana furia oggi sospinta
nel regno disperato, senza amore.
Ma sarà vita ancora, e sarà luce
nel tempo che sovrasta ogni miseria,
la fine sarà inizio di altra storia
che partorisce il bene e che produce
assurda incontrollata cattiveria.
E un Dio del tempo senza sofferenza
sarà risposta attesa vanamente,
se nel disgusto all'orrido presente
non fiorirà un virgulto d'esistenza.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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