All'ultima dea
Da nebbie e vapori di sogni,
emergi da antiche paure
incise nel fondo dell’anima oscura.
Sospinta da venti impetuosi,
nutrita da vane promesse mai spente.
Confusa fra antichi ideogrammi.
Sortita dai misteri del mondo.
Strappata con forza all’ignoto.
Solcando i mari e i tempi,
sei giunta a infestare le menti,
confondendo dell’uomo i pensieri.
Eterna, bugiarda Speranza,
ognora muti il tuo nome,
celando a tutti il tuo volto.
Indossi maschere alate,
sospingendo in alto nel cielo ogni cuore
che arde così d’un amore inventato.
Fai splendere un sole di vetro
che accende una luce bugiarda
che inganna le menti e il cuore.
Fai splendere falsi colori,
ricusando quelli più veri.
Dipingi di rosa la Morte,
della Vita fai un passo di danza.
Indossi miseri cenci di panno
che tergi ogni alba nei madidi umori
di genti spossate che illudi
con nuove fasulle promesse.
Il Sole ti macera il corpo
il Vento ti sferza la pelle
la Pioggia del mondo t’intride le ossa.
Il tuo volto è menzogna
che narra da sempre
la storia di un Dio
che vive nel profondo dei cuori.
Un Dio che ci ama e ci aiuta,
da noi, per te, osannato e riamato.
Non racconti che vieni dal Nulla,
che i sogni che induci
son le risa che emetti
per la gioia d’averci ingannati.
Le tue vesti son corte,
scopron parti di te.
La tua maschera è fatta di cera,
e si scioglie ogni giorno di più
al calore del sole,
alla luce dell’alba.
Se c’è un Dio nell’alto dei cieli,
che t’ingiunga di non irriderci più.
se Gesù è la vite più vera,
delle spume inebrianti
noi n’abbiamo finanche abusato,
e l’ebbrezza oggi guida ogni gesto.
Ritorniamo coi piedi per terra!
Chiedo venia a Vossia
se vi sembro un po’ troppo irridente,
ma se il Sole non splende,
se la pioggia non scende,
se i vapori del sonno
troppo spesso intridono l’aria,
se la luce si offusca,
e le lacrime non son più sufficienti
a sgombrare ogni dove da false illusioni,
è fintanto che Ella risplende.
Noi facciamo che non sia per sempre così,
quel ch’è d’oggi sia d’oggi,
senza attendere più un’alba indolente.
©
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