Pulvis es
Gesuino Curreli
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Ma tutto lì finisce, e mi dispiace
di non aver amato ogni momento
vissuto, anche se male, nel fermento
del vivere che adesso é muto, e giace.
Capire che non ha colpa del male
il ciclo d'esistenza e la sua fronda
aperta sul dolore di cui gronda
l'esistere e il suo palpito vitale.
Godere del messaggio universale
che chiede amore come ricompensa
alle emozioni, ai fremiti e dispensa
piacere al lume mistico e carnale.
Domare istinto ed impeto animale,
non appagarsi mai dello stupore
del dolce stordimento che dà il cuore
quando la donna giusta gli è fatale.
Vivere, oh che peccato!, non mi basta
il resto che non so fin quando duri,
erano vivida brezza gli insicuri
presupposti d'amore da entusiasta.
La vita in me ha sprecato ed io con essa,
confido il mio rimpianto più sincero,
non ci sarà una replica, ma é vero
che la sua luce scalda anche riflessa.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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alias Marina Pacifici13 agosto 2016
Un'ottima poesia, questa del Maestro Curreli, in cui il Poeta riflette sull'enigma dell'esistere che riecheggia vagamente, nei suoi dilemmi insoluti, i toni di "Spesso il male di vivere ho incontrato" del Montale. Versi di grazia lirica che non si dimenticano.

