"Serenade" (ascoltando Schubert)
Gesuino Curreli
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Al mio silenzio il piano apre le note
e vibra sulla volta ogni motivo,
volando in un’ età quando gioivo
per un sorriso solo in sere vuote.
E tornano pulsanti anche i momenti
del nulla per il quale ero felice,
ignaro della vita traditrice,
ma bella anche se piena di scontenti.
E' "serenata" il canto, e si distende;
Schubert, poeta amabile e geniale,
riscalda il mio disagio in un filiale
abbraccio che mi domina e mi prende.
S’ impenna, larga, l'onda dei violini
nella marea che tace e poi ribolle,
risponde il piano e brilla nei bemolle
come i ricordi in lampi cristallini.
Oh serenata dolce, o che trasporto
nei luoghi ameni d’anima innocente!
L’ora ch’era mestizia è un incosciente
baleno cui non posso fare un torto.
Così confesso piano il mio risveglio,
la commozione, e l’intimo sussulto,
mentre si svela dolce un senso occulto
del passato che io rileggo al meglio.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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Rosetta Sacchi18 agosto 2016
Davvero sublime questa lirica ispirata dall’ascolto della “Serenade” di Schubert. Versi altamente lirici, armoniosi, che trasportano il lettore e lo sospendono in una specie di limbo dove l’anima si culla e s’acquieta. Il verso diventa suono, il suono evoca immagini, le immagini si scuotono nell’onda dei ricordi. Al poeta di questi mirabili versi non posso che esprimere i miei complimenti.

