Fitta malinconia

Ho un incontro, ogni notte.
Si chiudono gli occhi ma sono sveglia.
Poi si fa l'alba e sento i luoghi profumati
che s'abbandonano dentro naufragi solitari.
I pensieri dondolano
in questa morte lenta dove nessuna cosa è stata mia.
Dove ogni angolo di luce è stato solo un miraggio
e dove nessun sogno ha conosciuto
quell'aria soave in questa strana valle.
Ho scarpe nuove in questo pellegrinaggio
che non sento mie. Mi spingono nel giorno
che regge un respiro quasi alieno.
Perché quest'anima si stanca così facilmente di tutte queste case
che non riesce ad abitare?
Ha un modo di camminare diverso.
E va altrove nelle cose che si scrivono da sole.
Si interpone una fitta malinconia in questo sentire diverso
che mi condanna a vedere senza poter più vivere.
“ E quelle rose scivolarono dalle mani.
Non poterono mai abituarsi alla sorte del buio”.
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