Qualche volta
Francesco Falconetti
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Qualche volta chiudo il mio scrigno
- tu ormai lo sai, vero? –
e l’aria del mattino filtra in esso a poco a poco, consumandosi piano,
mentre un unico sottilissimo raggio di sole stenta a percorrerlo, inutilmente.
E’ così bello
quel tepore della notte
e quel silenzio che, però, così disperatamente fugge,
condannato al rumoreggiare della pioggia che cade, ancora fitta.
Ho aspettato (aspetto), consumando i giorni che cadono come chicchi di caffè,
piantati in asso da appuntamenti mai rispettati
- tu, lo so, mi aspetti –
Mentre (ancora) indugio a guardare i colori che tenui muoiono arresi al tramonto.
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
Commenti (1)
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Antonella Garzonio10 settembre 2016
Delicata seppur profonda per contenuti e di sapiente costruzione. Capita di chiuderci in noi stessi ed il mondo attorno sparisce... aspetta.

