Dimentico d'amore.
Non sono l’uomo di ieri,
lo vedi da te,
sono un vecchio malato
appoggiato al cuscino della vita
quello con poche piume
e tanta stoffa.
Il mio letto è stanco
di sopportare il peso
di un materassouomo
che vive del passato
e morsica il lenzuolo
del presente.
Mi osservo nello specchio
e vedo il tuo sorriso
quello che illuminava,
i giorni e le stagioni,
ma più non vedo il mio
che in fondo accompagnava.
Sono carta da parati,
di nero colore,
a rivestire notti
che sanno d’espiazione.
Fuori della porta
il sudario dei giorni miei passati,
in una stanza che si chiamava amore
a ricercarti ancora…
Servisse ad essere più vivo
tappezzerei la stanza delle tue foto
e bacerei i tuoi occhi di carta
che bruciano sulle mie labbra!
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Commenti (3)
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Francesca Coppola3 ottobre 2007
Poesia dei rimpianti, triste rilettura del passato e amara consapevolezza del presente. Dolore aleggia su ogni verso. Lettura profonda che conduce a riflessione.
Francesco Luca3 ottobre 2007
versi dolci e amari di un passato che si riflettono sul presente vivere
Rasimaco3 ottobre 2007
dolcezza ed amarezza si mescolano in questi versi che danno l'immagine di un rimpianto senza fine per ciò che é stato ed una piena coscienza dell'attualità dolorosa in cui versa l'ipotetico attore di cui l'autore ci descrive lo stato d'animo

