Labbra di polvere
Sono spine le spinte di questi pianeti
effimeri sorrisi appesi alle pareti
quadri di Mucha a liberare le vesti
intrappolate nei drappeggi di un sogno.
Tu mi parli
di uno di quei tuoi sonni
mentre io prego che il caffè sia dolce
e non punga il palato con l'amaro dei giorni.
Intanto sdraiati sulle guglie delle parole
e aspettami
mentre io prendo il sole con le mani
per guarire dal freddo
che il tempo mi scava nelle rughe...
...guardami...
non ho fatto altro che amare in questo posto
e ora i miei occhi
non si aprono più ai girasoli
fa male capire lo strazio della luce
fa male occupare
con labbra di polvere il cielo.
©
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