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Riflessioni 19 settembre 2016 · lettura 3 min · 909 letture

Il paradiso impolverato

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Domenica Caponiti 227 poesie pubblicate
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Era già tardi fuori ma intorno a me non c'era mai stato un inizio. E poi capii di aver vissuto- al riparo- di fronte a quella natura umana che ti violentava l'anima. Vivevo nelle mie certezze di sempre. Nelle lingue innocenti di antichi cori. Lontano da quella specie ebbra di egoismo che ti beveva il sangue dopo averti ferito. Ne avevo incontrata tanta di questa gente. Così brava a incorniciarti il passaggio di chiodi travestiti di fiori. Chi per invidia, chi per egoismo, chi per vigliaccheria. Qualcuno anche per il solo fatto di vedermi vivere lontano dall'abituale smorfia del mondo. Eppure io non ebbi mai paura di questo. Non mi importava di chi non viveva i cieli. Io avevo solo paura dell'immobilità delle cose che abitavo. Dello sguardo assente dell'amore. Delle stanze senza sorrisi. Dei fogli senza voce, del buio senza nessuno. Avevo così tanta paura di questo che quando le luci si spegnevano, io sollevavo quei giorni impolverati e sempre uguali. E scavavo lì,molto in fondo. E ritrovavo tutti i miei scritti dove affrontavo tutte le oscurità . Per la strada incontravo i segni dei sogni diritti nel cuore. Era lì che mi sembrava di essere una stella. Ma forse non erano sogni, ero sempre io che viaggiavo nei luoghi lunghi nella mente. Luoghi che, però, non mi toglievano mai quel velo dagli occhi. Arrivando ad una verità che non esiste Ma sapete... Io ero una folle perché credevo che poco alla volta sarei arrivata all'inizio dei suoni. Ed io un po' vivevo, ubriaca, di questo silenzio con il cervello che mi faceva attraversare stanze così piene di tutto ciò che sentivo. Nettare di un poco di sole che filtrava gli occhi. Mentre fuori era già tardi e si scriveva la fine di quelle note. "Quanto mi scrissi nelle serrate porte dove tutto mancò per " prenderti per mano". Trattenni il respiro per scrivere- ancora- il tuo nome ma lo sguardo della nebbia non mi fece mai riconoscere i tuoi occhi. Cosa volete che mi importasse di tutte le cose meccaniche della terra! Io cercavo il paradiso impolverato tra le mie dita".
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foto di Natalia Drepina

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Domenica Caponiti
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