Straniera
Alma Gjini
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Sono foglia staccata dal ramo
ancora verde, ancora sognante
sospinta nel vento
tra facciate variopinte
amate e criticate di Tirana
e scorgo con lo sguardo
la voglia di rinascita
di piazza Skanderbeg,
volo con le aquile
sopra la porta della Moschea,
piango del tempo fermo
sul plinto di marmo
della Torre dell’Orologio
e svolazzo stanca nelle acque
torbide e insane
del fiume Lana.
Sono foglia staccata dal ramo
ancora verde, ancora sognante
sospinta nel vento
tra le mura spagnole di Milano
e spiego le ali, tra le cinte murali
del Castello Sforzesco
mi rifaccio gli occhi
tra le guglie del Duomo
e allo scoccar della grigia alba
parlo allo sguardo sereno della Madonnina
con le mie sgrammaticate,
poi stanca mi riposo
tra lo scorrere lento
delle acque dei Navigli.
Sono foglia verde, staccata dal ramo
stanca del correre, non più sognante
straniera salgo all’aeroporto di Malpensa
straniera mi fermo all’aeroporto Madre Teresa
nonostante calpesti in ogni caso, la mia terra.
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Alma Gjini
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