L'ultimo caffè
Gesuino Curreli
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Siedi, ti prego: un ultimo caffè.
Ancora un po', e dopo te ne andrai.
Per dove non lo so, né saprò mai,
tanto è ricca la vita che rimane,
breve o lunga che sia, di strade e di perché.
Siedi, dai! Sarai folata di malinconia
quando, dopo il caffè, mi lascerai
senza rimpianti nello spazio immane
che accoglie ed offre amori a chicchessia.
Andrai lontano dai miei mondi strani
fatti di sogni, angosce e di poesia,
e troverai carezze in ogni via,
al posto del consunto baciamani.
Chissà, io soffrirò dentro i miei guai,
e mi inabisserò volutamente
nel mare dei ricordi, a luci spente,
tentoni come quando ti chiamai
dal buio in cui vagavo con la mente.
Ancora un po', e poi sarò più niente,
quasi che non mi avessi visto mai,
ma inventerò canzoni e, come sai,
avranno stile e passo decadente.
Mi fermerò davanti ad un silente,
sbiadito fine giorno settembrino,
e penserò alle note di un violino
che vibrano davanti al dì morente.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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