Golena

Si accende la luce su pensieri
quando della campagna vivevo gli ieri,
dove le braccia non badavano a carestia
per tener pulito il campo, il fosso e la via.
Storia golena- ria che presenta bagliori
dove gli addetti non erano ingegneri,
ognuno nel suo ruolo non si tirava indietro
per viver col fiume in comunione.
Oggi che seguiamo il PIL a capofitto
abbiamo perso un po' il senso e il nesso
e al fiume abbiamo preso troppo:
relegandolo nel cantuccio... stretto stretto.
Urbanizzate troppe golene senza pena
come intrusi ora gli siamo col fiato sopra,
ci irrigidiamo alquanto quando si va a mollo
e gli insani progetti si sgretolano come rena.
Uomo il fiume è un tuo compagno d'avventura
merita amore, fiducia e considerazione,
lui ha secoli di storia e mai s'è tirato indietro
mentre a noi troppe volte ci sfugge la visione.
Dagli errori cerchiamo di capir la lezione
per riposizionarci senza andare in confusione,
il progetto abbia logica e senso e vada incontro
ad armonizzare le storture e cambiar impostazione.
Io ti vedo o grande fiume diventato una boscaglia
dove tutti fanno il suo ... tu sei l'albero della cuccagna,
mi duole tanto assurdo accanimento vile
di quel mostro che t'invade di rifiuti come concime.
Sveglia è l'ultimo appello per il quieto convivere,
o si rimette al centro la natura con le sue prerogative
oppure ci scaveremo la fossa col nostro strapotere;
intanto lui ci guarda stanco ... pronto a dar lezione.
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