Nutrita di foglie secche

Oggi mi sembra di morire
perché il giorno ha un volto vulcanico,
perché la lingua del mondo è aspra,
perché tutte le frasi che ho scritto
non mi hanno sorretto in piedi le voci.
Ma sul punto di non sentirmi più
mi sfiora lo sguardo chiazzato del mio cuore
che, nel suo sonno brancolante, mi dice:
-io e te non moriremo fin quando le nuvole
s’inginocchieranno dinnanzi all'amore,
fin quando sceglieremo di donare
tutto ciò che ci resta all'esistenza gelida
che ci suona alla porta con gli occhi di un bambino spaurito.
E mentre mi sembra di morire
la mano scava la terra come una preghiera
come se, in fondo, non morissi mai.
Come se rimanessi sempre tra le tenebre e il sole,
incagliata nel pianto di un dolore
e legata all'alba vestita di bianco
con una vita ignara conficcata nel petto.
E mentre il passo ghiaccia, l'ultimo desiderio lo salva.
Voglio riempire ancora la stanza buia piena di gelsomini;
tutti i giorni un bimbo che mi guarda dalla casa di fronte
viene a raccoglierli e mi dice che sarà tanto triste
se non ne troverà più.
E forse non muoio perché, nei profumi perduti, io esisto ancora
nella stanza buia piena di gelsomini dove nascono- ancora- delicati sorrisi.
"Tra agonie e dolori nutrita di foglie secche, non mi perdo mai.
Quel bimbo raccoglierà sempre gelsomini nella stanza buia.
Il mio amore"
©
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