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Riflessioni 2 ottobre 2016 · lettura 2 min · 920 letture

Nutrita di foglie secche

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Domenica Caponiti 227 poesie pubblicate
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Oggi mi sembra di morire perché il giorno ha un volto vulcanico, perché la lingua del mondo è aspra, perché tutte le frasi che ho scritto non mi hanno sorretto in piedi le voci. Ma sul punto di non sentirmi più mi sfiora lo sguardo chiazzato del mio cuore che, nel suo sonno brancolante, mi dice: -io e te non moriremo fin quando le nuvole s’inginocchieranno dinnanzi all'amore, fin quando sceglieremo di donare tutto ciò che ci resta all'esistenza gelida che ci suona alla porta con gli occhi di un bambino spaurito. E mentre mi sembra di morire la mano scava la terra come una preghiera come se, in fondo, non morissi mai. Come se rimanessi sempre tra le tenebre e il sole, incagliata nel pianto di un dolore e legata all'alba vestita di bianco con una vita ignara conficcata nel petto. E mentre il passo ghiaccia, l'ultimo desiderio lo salva. Voglio riempire ancora la stanza buia piena di gelsomini; tutti i giorni un bimbo che mi guarda dalla casa di fronte viene a raccoglierli e mi dice che sarà tanto triste se non ne troverà più. E forse non muoio perché, nei profumi perduti, io esisto ancora nella stanza buia piena di gelsomini dove nascono- ancora- delicati sorrisi. "Tra agonie e dolori nutrita di foglie secche, non mi perdo mai. Quel bimbo raccoglierà sempre gelsomini nella stanza buia. Il mio amore"
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