Tra nuvole di polvere
Marina: un nome un destino... Nata tra le nebbie milanesi, sono approdata, seguendo il vento del caso, in una piccola città di mare, all'estremo ponente ligure. Da sempre innamorata delle parole, qualsiasi forma assumano, ne ho fatto ragione di vita e professione. Laureata in architettura, lavoro da sempre nel campo
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cambio di stile... senza che però ne risenta l'intensità delle parole, il phatos... e tra nuvole di polvere alzata dai pensieri, l'autrice sembra parlare con se stessa, analizzando frammenti di vita. poesia carica di rabbia e di malinconia che diventa ancora più intensa verso la chiusa in cui emerge acuta la ribellione al lasciarsi andare, senza voler veramente Vivere!
è sempre una sorpresa leggere qualcosa di ”breve” di quest'autrice, avvezza a poesie molto lunghe e sapientemente descrittive. Una poesia quest'ultima particolarmente piaciuta per l'uso di termini precisi ed incisivi e per la chiusa potente ed amara.
Poesia decisamente diversa dal solito, amara, graffiante, niente affatto indulgente con la realtà.
Questi versi mi riconducono ad alcune amare considerazioni del diario di Cesare Pavese ” il mestiere di vivere ” e del suo vizio assurdo... la chiusa drammatica della poesia ne è la inequivocabile sintesi... quando vivere diventa un'abitudine o un mestiere non c'è spazio nemmeno per la la fantasia... e tutto si allontana tra nuvole di polvere!
Tragicamente bella! Un canto epico sull'invincibile guerra, che si combatte dentro e fuori di noi, sui campi di battaglia del nostro tempo, contro il ”male di vivere”.



