Come zavorra

Pensieri che vibrano dentro
e lasciano sempre più quel morso,
sfumano le certezze e volano via
e nei sogni trionfa la malinconia.
Troppo veloce e a colpi di mano
si insinua il potere che compra,
tu sol favelli alla luna l'impronta
comune Donchisciotte di periferia.
Parla poeta dai la tua versione
tu che non hai le mani in pasta
e lo svisceri tutto quel pensiero
senza inganno e bramosia d'impiego.
Va la barca alla deriva ondeggiando
fra gli scogli nello slalom impazzito,
mentre tutti cercano il giusto approdo
fulmini e saette e mare infuriato.
Oggi tu manovale che sei al palo
vorresti una parola o una stretta di mano,
per viver in questa guerra fratricida
e trovar conforto e non la pagnotta umida.
Ondeggia sempre più e s'inclina la goletta
senza scialuppe in quel mare riodore di crisi,
dopo l'apparente calma di nuovo balli
tu misero cipputi sobrio di attributi.
Basta il pasticcio di una banca teutonica
e ribolle l'acqua di segnali di burrasca,
tu povero pantalone eri appena a testa fuori
e gustavi bagliori amari di tiepido sole .
Ora ritorni ad annaspare nell'incertezza
e i tuoi sogni sono effimeri con l'ebrezza,
se la barca si piega e imbarca acqua:
sarai ancora tu ... buttato ai pesci come zavorra.
©
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