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Cronaca 2 ottobre 2016 · lettura 2 min · 1379 letture

Come zavorra

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Giancarlo Fiaschi 775 poesie pubblicate
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Pensieri che vibrano dentro e lasciano sempre più quel morso, sfumano le certezze e volano via e nei sogni trionfa la malinconia. Troppo veloce e a colpi di mano si insinua il potere che compra, tu sol favelli alla luna l'impronta comune Donchisciotte di periferia. Parla poeta dai la tua versione tu che non hai le mani in pasta e lo svisceri tutto quel pensiero senza inganno e bramosia d'impiego. Va la barca alla deriva ondeggiando fra gli scogli nello slalom impazzito, mentre tutti cercano il giusto approdo fulmini e saette e mare infuriato. Oggi tu manovale che sei al palo vorresti una parola o una stretta di mano, per viver in questa guerra fratricida e trovar conforto e non la pagnotta umida. Ondeggia sempre più e s'inclina la goletta senza scialuppe in quel mare riodore di crisi, dopo l'apparente calma di nuovo balli tu misero cipputi sobrio di attributi. Basta il pasticcio di una banca teutonica e ribolle l'acqua di segnali di burrasca, tu povero pantalone eri appena a testa fuori e gustavi bagliori amari di tiepido sole . Ora ritorni ad annaspare nell'incertezza e i tuoi sogni sono effimeri con l'ebrezza, se la barca si piega e imbarca acqua: sarai ancora tu ... buttato ai pesci come zavorra.
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