L'adagio
Gesuino Curreli
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Un adagio per il meriggio informe,
una corsa dei fiati e dei violini
per declivi e per colli, in cristallini
sprazzi di solitudine che dorme.
Un adagio continuo, e la malia
dell'autunno che pigola alla porta
di un'estate ormai giunta all'agonia,
ma non si arrende, non si sente morta.
Ostenta la giornata calda e corta.
e un debole profumo di poesia
resiste nella sera, lenta e assorta
come donna che passi per la via.
E' un attimo che fugge, una folata
che sale per i vicoli e i selciati,
fino al sagrato in cui fummo affiatati,
frizzanti amici di un'età beata.
La stagione lucente ora è passata
e si ha bisogno di capire il vuoto
che ci circonda e dentro il quale ruoto
come foglia che cede alla ventata.
Per giaciglio un adagio che respira
le calme note sulla mia stanchezza,
un adagio che suona una carezza
quando l’anima é stanca e si ritira.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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