A che serve
Gesuino Curreli
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A che serve che canti se una mano
non si tende per darmi il benvenuto,
a che serve se questo mio saluto
non lo sente nessuno, e canto invano?
Eppure avverto tra le dita un piano
che risveglia le note nel silenzio,
e la magia di un flauto, dolce esempio
di quanto giunga il canto più lontano
di spazi immaginari che riempio.
Ma io non oso mettermi alla pari
dei lumi che accompagnano i pensieri
di numi forti più dei desideri
che anelino all’ immensità dei mari.
Io cerco solo un’anima che ascolti,
sapere che mi tiene compagnia
paziente in quest’amabile mania
di non svelare a chi sono rivolti
le rime e i versi di malinconia.
Allora mi ricredo e canto a iosa
come un poeta che nasconde il pianto
ma suggerisce il dubbio del rimpianto
a una platea sorpresa e silenziosa.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (2)
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Mina Cappussi6 ottobre 2016
Stupendo poetare in precario equilibrio tra la malinconia e la speranza, fatto di sogni che scivolano tra le dita e lasciano segni di magia
alias Marina Pacifici9 ottobre 2016
E serve all'anima, alla bellezza, alla Poesia leggere un'autentica lirica come questa, scritta con sommo talento da un valente Autore che, come al solito, avrà rari commenti e poca considerazione, di certo non quella che meriterebbe. Colgo l'occasione per accomiatarmi dal Maestro, esprimendogli il mio ringraziamento per l'arricchimento che la lettura delle sue poesie in questi anni mi ha donato. Con i migliori auspici all'Autore, arrivederci!


