Malinconia dei perduti giorni

Nel tempo del respiro immenso anima in balìa
si divide il vivere in cupi abissi di profondità,
vaghi spiriti solitari dentro lucenti costellazioni
di malesseri ombrate, assai debole l'importanza.
Sentimenti come scie che l'aria divide e spezza,
piccole comete abbagliano per poi sparire,
alti giudici son le stelle d'infinito macchiate,
sempre lì a guardar noi satelliti in ansiosa fuga.
S'adombra la luna per ogni lutto del bel sapere,
non servirà il suo chiaror a rendere umano l'uomo,
così intriso d'odio e potenza nel vivere al centro,
malinconia dei perduti giorni, appare consunto il bene.
Eppur della misericordia discepoli dovremmo essere,
in quest'Anno Santo pur nei conflitti senza fine e sogni,
il perdono è la Lattea via da seguire qual luce per la mente,
ma la colomba è troppo bianca per quel falco nero di violenza.
©
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L'autore
Pagu
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