Aspettando l'alba della rinascita
Alma Gjini
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M’infurio come tempesta
e strappo le radici
impregnate di malattia e sofferenza
dal cuore della mia terra
piena di contraddizioni
e vado incontro al tempo
che alla curva tra ore e minuti
stride come foglia secca
sotto i pesanti stivali.
E lì rido in faccia
la schernisco
con bocca socchiusa
e denti stretti
e mi abbandono alla notte
m’inebrio della luna
che orgogliosa mi guarda
sopra le cime spoglie
degli alberi d’autunno.
E stringo in un pugno
il seme da mietere
il giorno dopo
dentro il respiro del sole
e canto la mia preghiera
aspettando l’alba della rinascita.
©
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L'autore
Alma Gjini
Commenti (1)
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Eolo9 ottobre 2016
Trovo intenso, forte, questo testo, in contraddizioni interiori che gridano, metafore per esternare la rabbia, il dolore per la memoria che muore. La tua terra e viva inte con radici d`amore. Il mio elogio

