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Introspezione 9 ottobre 2016 · lettura 1 min · 1963 letture

Affamati sogni

Pagu 229 poesie pubblicate
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Intimorisce questo vasto cielo, dipinto di blu, profondo come il mare, fugge lo sguardo che non può atterrare su nuvole come isole sparse nella mente, sono zattere le anime sospinte dalla vita, cercano rifugio in porti dove il peccato regna; mi aggrappo a una nuvola, che mi porti via da questa storia senza gloria in affamati sogni. Non credo all'infinito, voglio limiti e confini, vaste son le distanze per un uomo senza fiato, è corto il tempo mio, dura una sola vita, attese e illusioni, come boe alla deriva. Nuoto o volo, che differenza può mai fare, se alla fine ci attende solo l'incertezza. Non credo all'infinito, mi è estranea la speranza, dispersa in mare o in cielo, che differenza può mai fare.
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"Sono zattere le anime sospinte dalla vita" Pagu

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Commenti (15)

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Patrizia Ensoli9 ottobre 2016

Sono particolarmente colpita da questa poesia, " non credo all'infinito " ho bisogno di spazi brevi! Mi ha riportato alla mente il film " Il pianista sull'Oceano ". Egli non voleva scendere dalla nave perché spaventato dall'immensità dei suoni, parole e spazi ... la profondità di un animo che da intimamente e in modo profondo importanza alle cose. Come se disperdersi in troppo di tutto, rendesse superficiale ogni cosa. Un concetto complesso ma bellissimo e sostanzialmente importante!

Rita Stanzione9 ottobre 2016

I sogni possono anche cercare spazi limitati, avere dimensioni legate ai timori esistenziali. Una poesia che lascia tanto alla riflessione mentre tocca il profondo. Bellissima.

Maria Luisa Bandiera9 ottobre 2016

Condivido il commento precedente che collega questa bella poesia al film "il pianista sull'oceano" ammirevole intensità di versi ma molto triste aver perso la speranza, questo il grande motore della vita!

carla composto9 ottobre 2016

velati da tristezza questi bellissimi versi portano a riflessione... emozione pura lascia questa bella opera ...a vcolte i sogni non han bisogno di volare nell'infinito possono realizzarsi anche in spazi a noi vicini basta desiderarli... ottima lirica il mio elogio al poeta e la mia stima

S
Stello9 ottobre 2016

Tutta l'amarezza per i nostri limiti che ci tormentano e che il poeta cerca quale unica certezza dell'esistenza. A me piace pensare che l'infinito o l'oltre ci accoglierà a braccia aperte. Lirica molto sofferta da parte dell'autore, che trasmette bene il suo pensare e la sua amarezza. Molto piaciuta, fa pensare.

Giacomo Scimonelli9 ottobre 2016

Come zattere le anime spinte alla deriva dalla vita cercano di approdare dove regna il peccato... ma l'anima che ripudia il male cerca solo una nuvola a cui aggrapparsi e fuggire da questa storia senza gloria... l'autore non crede all'infinito e per lui sarebbe meglio che ci siano limiti e confini... la vita è breve e la speranza non sempre può soccorrere chi in lei non crede... versi intensi e riflessivi come in tutte le opere del sensibile Poeta...

Rosanna Peruzzi9 ottobre 2016

Anime perse in un mare di peccato. L'autore non crede nell'infinito perché troppo vasto per chi è stanco di batraglie interiori e cerca solo concretezza in un mondo di sogni che sfumano.

Luciano Capaldo9 ottobre 2016

Realistica quanto diretta lirica. Una poesia antipoesia se si può dire, immaginare una vita con limiti e confini senza infinito ci riporta al prosastico mondo, quello da me preferito dove dimensioni e profondità si palesano e si avvertono, si possono indossare e dove i sogni, affamati, si nutrono di noi. Belle immagini, una struttura molto azzeccata dove il distico non allontana il lettore... anzi! Bravo poeta.

zani carlo9 ottobre 2016

Una complessa poesia introspettiva che esprime tutto il proprio desiderio di espandere le proprie emozioni ed esperienze. ...convinto comunque che ci sia un limite a tutto e per tutti... ripetuto due volte per testimoniare la propria malinconica visione.

Anna Di Principe9 ottobre 2016

La vastità del cielo ...le incertezze, di cui l'esistenza è fortemente pregna e la speranza che è solo un concetto vacuo portano il Poeta ad esprimere la complessità dello spazio infinito... tanto da palesare un percorso esistenziale con limiti e confini ben definiti per scolpire e delineare una propria interiorità che possa saziarsi di sogni. Il bravo Autore rivela un animo profondo ed intenso, ma calato in una condizione amara e disincantata della realtà ...in cui lo spirito è affranto senza potersi ritemprare. Lirica malinconica nella sua raffinatezza, che ho molto apprezzato per un versificare dotto e filosofico. Plauso!

Giovanni Ghione9 ottobre 2016

Forse proprio in questa lirica sta la cruda ed amara realtà della vita e l'elegante nota conferma la nostra precarietà. E' vero la poesia aiuta crea speranza ma a volte incontra la dura realtà quando il tempo s'accorcia e le illusioni cadono una ad una ai bordi del nostro percorso . Profonda riflessione, veritiera introspezione mentre una nuvola aiuta a lenire la via degli:" Affamati sogni!". Elogio!

Sara Acireale9 ottobre 2016

Il cielo è vasto ed è profondo così come lo è il mare ma per il Poeta... forse non è infinito. Quanta tristezza in questi versi! L'animo dell'autore è disincantato, senza più speranza e i suoi sogni sono "affamati"... Bisogna, in qualche modo, fare emergere questi sogni, portarli a galla e dare loro il necessario nutrimento. Forse è necessario aggrapparsi a una nuvola e vagare in cerca di qualcosa che ristori l'anima. Forse se troviamo la chiave possiamo aprire la cassetta dove sono riposti i sogni, possiamo sistemare la nostra vita come vogliamo, dando la priorità ai nostri desideri più reconditi. Il mondo ci apparirà luminoso e l'incertezza sparirà.

Merlino9 ottobre 2016

un testo che ci interroga su una delle questioni fondamentali della vita, o meglio dell'esistere in un mondo che, senza confini forse sconforta e impaurisce... l'ignoto, l'altro da me è sempre un'incognita che spaventa, grande lavoro del nostro caro autore

Antonio Biancolillo10 ottobre 2016

Troppo grandi quegli spazi... ci si perde facilmente... e allora si ha bisogno di quella concretezza del nostro pensiero e delle nostre azioni nel mondo che ci circonda... azioni che hanno tutto un loro senso limitato in ogni nostro respiro... C'è un cielo che guarda e scava tra i riflessi smarriti delle vaste distanza... il cuore ha occhi e pulsioni da librare ma ogni gesto e parola affiorano imprecisi... come inadeguati a cogliere una giusta e armoniosa quadratura ... così la carne tramuta in scudo quella zattera... e ogni volontà s'affida a una sospesa attesa... al richiamo possibile di un altro miraggio lontano... ma vitale e possente... quella nuvola di speranza a cui aggrapparsi... per rimanere nei propri confini... Molto apprezzata...

Galante Arcangelo2 febbraio 2018

Un’atmosfera sognante, eterea, per davvero poetica, in questo testo, delineato da immagini riflessive e metaforiche, per ritrovare l’essenza di ciò che è vero. Poesia piaciuta, per stesura e contenuto. Elogi ed inchini, meritatissimi!