Il rumore del tempo
Gesuino Curreli
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Il rumore del tempo
mi ha portato fin qui,
ma io ritorno al canto
di quando non sentivo
lo scorrere imperterrito degli anni.
Allora erano seta amici e amori,
e tiepidi i timori del domani,
erano sole e luna, erano mani
che davano carezze i primi albori
in pantaloni corti e piedi scalzi.
Poi nasce l’ombra e giunge a fondo valle,
il raso della sera si sfilaccia,
ha perso ogni illusione la sua faccia,
e il suono di quel tempo è già rumore.
Dentro i fischi di foglie e nei silenzi
mi torna la poesia dei desideri
che mai ebbi appagati. Giorni veri
che coprono di tulle graffi e tagli,
e fanno oggi capire quanto sbagli
chi perde l’occasione del suo ieri
perché vi trovi l’anima che brilla.
Il rumore del tempo
mi ha trascinato qui,
ma io ritorno al canto
che vibra e ancora squilla
come dal campanile
le amabili campane a mezzodì.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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Patrizia Ensoli9 ottobre 2016
Poi nasce l'ombra e giunge a fondo valle, il raso della sera si sfilaccia, ha perso ogni illusione la sua faccia, e il suono di quel tempo è già rumore. ...sembra banale ma non lo è, in questa strofa c'è tutta la malinconia del tempo che va quel tempo che non perdona e non torna indietro.

