Le ragioni di un poeta

Una sincera visione di miseria e di dolore
rinserra dietro menti murate,
sente il bisogno di andare per vie sue
sollecitata da esperienze umane
di povere creature
cercando la ragione
dei loro drammi oscuri.
Poggia sul sentimento
di uno scontro vero
tra l’inafferrabile interno
divenire e ciò che appare.
Nasce da un lieve tintinnio
che si spegne nel silenzio e
poi ti squilla dentro.
Fruga negli abissi dell’anima e misura
illusioni, contrasti, aspirazioni
di chi s’odia e di chi s’ama e
se stesso non conosce veramente.
Nasce da un’ombra calpestata
di cui avverti tutto il suo dolore
come cosa viva, cosa vera,
come foglia disseccata
dal trascorrere dei giorni
fra parole imbrunite
dal colore dell’inverno .
Nasce per salvare i cuori
da un bel malvagio fiore
che uccide una tranquilla primavera.
E’ un melanconico specchio
che riflette i rami morir di nostalgia,
le sabbie senza fine dorarsi sotto il sole,
la lenta luna e la quiete della sera,
fantasmi quotidiani dell’onesta memoria .
A volte è piuma che danza sì leggera
sull’anima spoglia, sulle arse foglie,
sull’erba svagata danza sola,
sospinta da un soffio di labbra
smarrite nel silenzio immortale
di un vecchio amico che scopre il velo
che nasconde gli intimi pensieri
e con un canto scava parole
sepolte da un tempo corruttore
della grazia del candore.
Ora è già oscura e fonda
la notte e gli occhi fa cadere.
©
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