Aquiloni e prismi
Corro sulla spiaggia col mio aquilone,
cedendo piacevolmente alla tentazione
di incontrar bambini gioiosi e festanti,
in grado di farmi da amichevoli astanti...
e tu resti laggiù a studiar il tuo prisma;
io mi chiedo: ma dove lo vedi, il carisma?
Ho disegnato io l'aquilone che piloto,
tracciando obliquità su un foglio vuoto;
se solo uno mi dà una matita colorata,
io mi diverto a disegnar su carta vetrata;
pastelli e temperini: la mia virtuosa legge
che la creatività sferra e l'idillio sorregge.
Tu sei più portata per i geometrici studi:
adori i solidi spigolosi e i triangoli nudi,
sai fare un disegno tecnico con perizia,
benché io c'intraveda qualche mestizia;
trovo più divertente dell'arte il legame
che ti catapulta in un fantasioso reame.
Ancora dal tuo prisma non ti stacchi...
credi che non studiarlo porti smacchi?
Vieni un po' con me a fare una corsa!
Non ti capiteranno i piedi in una morsa,
ci divertiremo sfidando l'urlo del vento,
saggiando la brezza dall'alluce al mento.
Se vorrai, ti racconterò la mia passione:
non necessitai d'una specifica lezione;
imparai applicando un'abilità naturale
che mi garantì ampio favore generale;
notando che mi venivan bene i disegni,
continuai così senza badare ai pegni.
Ricorda che un artista non è emulatore,
l'imitazione è la filosofia del millantatore;
io proseguo su una ben delineata strada,
non accetto che la convenzione l'invada!
Chi il disegno tecnico svolge lo rispetto,
hai voglia a metter su l'interesse perfetto!
©
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