Stretta alle radici
Alma Gjini
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Ho dimenticato in fretta i nomi
sbiaditi sono anche i volti
ma quando il giorno cala il sipario
ritornano ad abitare in miei profumi
Di quei piccoli fiori che nascevano
da un’unica gemma del albero del ciliegio in fiore
e i prati intorno a esso -tenero mio giaciglio-
resi sacri da uno sconosciuto poeta.
Ritorna in me l'odore
di quel pezzo di terra fertile
dove le donne si chinavano a lavorare
madide di sudore,
e non posso scordare
la piccola casa di pietra in cima alla collina
e il profumo dei fagioli che bollivano
nella pentola sul fuoco del cammino.
E quando pioveva per ore e giorni
i saltelli sui ristagni d’acqua
con mia nonna che mi scrutava
da capo ai piedi
-tra il rider e l’arrabbiato -
con il bastone in mano
borbotando strane maledizioni.
Abitano ancora in me i ricordi
adobbati di melanconia
di quell’ombra che spazzava
le foglie del vialetto alle cinque del mattino
e il risveglio dalle canzoni con cifteli
che suonava radio Tirana.
Ho dimenticato i nomi,
sbiaditi sono i volti
ma quando il giorno cala il sipario
stringo al petto- stretto -
i ricordi delle mie radici...
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L'autore
Alma Gjini
Commenti (1)
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Francesco Rossi18 ottobre 2016
una bella composizione poetica in versi sciolti. mai scostarsi dalle proprie radici è il sunto di questa poesia ricca di riferimenti simbolici.

