Di settembre
Gesuino Curreli
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Piove, non piove, parla lo scirocco
nel pomeriggio greve di settembre
in un denso calore pieno d' ombre
che ammutolisce l'anima e il rintocco.
Così la solitudine si spande
come afrore di mosto che ribolle,
e mi torna un adagio in re bemolle
perduto oltre i confini delle lande
orfane di respiro, fra le zolle.
La musica che ascolto e non comprendo
mi muove a sensazioni di paura,
mi avvolge tutto, poi mi rassicura
e in un altrove, stordito, mi sorprendo...
Nell'aria ferma e sotto il cielo ombroso
la musica mi dà rassegnazione,
schiude il suo morso e allenta la tensione
l'inanità dell'ora, e io non oso.
Fermo, a godere il nulla su cui stallo,
lontano dal fastidio e dal sudore,
in un tempo che giace col mio umore
e mi frantuma in squame di cristallo.
Il presente e i trascorsi son tutt'uno
avulso dalle piaghe e da entusiasmi
vissuti nei profumi, e nei miasmi
che non potevo dire mai a nessuno.
Ora è uno spazio asettico, è un oblio
che lenisce le fitte d’emozione,
è un sopore che frena ogni intenzione
ancora prima di implorare Dio.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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