Droni
Pensieri stridenti
come selce aguzza su vetro
polito ed incerti
mi stringono la mente
come bagliori rossastri
di falò che si muore.
Luoghi sereni speravo
vedere alla fine del lungo
viale ma sterili terre desolate,
aride, polverose da venti
irreali percosse, infecondi acquitrini
stagnanti che miasmi malati
vaporano al sole bruciante velato
da lembi di nubi
stracciate, scomposte, senza
riposo vedo dinnanzi. E’ questo
il terminale?
Non s’offre scelta. Ricordo
le azioni folli dell’uomo,
le sue parole di nebbia,
la smania febbrile
di contornarsi a ogni prezzo
di strumenti “per vivere
meglio” di cui pur sapeva gli effetti
senza capire che invero ha delegato
ai suoi droni insensibili, insensati, incapaci
di un qualsiasi pensiero
lo sforzo – che è anche gioia –
di vivere in pieno la vita.
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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