La rosa
Un petalo abbandona lo stelo di una rosa,
cade una lacrima nelle mie tasche logore,
scende sul cuore e penetra,
brucia di dolore e di sale.
Questo vento che spazza foglie e ricordi,
porta nubi e pioggia,
ruba le caramelle al sorriso di un bambino,
e scappa come un ladro d’inverno.
Sono giorni di lupi,
senza scampo lontano dal branco,
annuso la paura e il sudore dei vigliacchi.
Non credo alla paura,
all’ombra che scuote le vene e ride,
al terrore che unisce le pecore,
e le prepara all’inevitabile fine.
Ancora vento che squarcia lo stomaco,
che corrode di gelo le ossa,
sono salito in alto,
sul colle,
solo,
guardo il vuoto infinito che inghiotte,
mondi, universi e vite.
Tiro su con il naso e stringo le spalle,
cammino in un calore pallido che tramonta,
porto il lamento del vento,
un latrato che mi spinge pellegrino,
a oriente di una fede.
©
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L'autore
Andrea Sossi
Vive a Trieste, con percorso di studi umanistici, ha pubblicato su diversi siti di tematica poetica.
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