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Sociale 9 ottobre 2007 · lettura 1 min · 5551 letture

Caronte

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Daniela Mazzotta 97 poesie pubblicate
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Caronte, i tuoi occhi sono colmi di vuoto mentre traghetti le nude anime dannate Il tuo Aspetto Altero ti conferisce tutta la solenne rassegnazione dei luoghi più bui dell'Inferno Il tuo stanco remo trascina lentamente la tua dimora ambulante Dimora che vaga su fiumi di lava e s'inoltra verso l'incognito verso la via del non ritorno Per gli spiriti prescelti non vi è nessuna clessidra e nessun senso di ragione per tornare indietro Caronte, i tuoi potenti effluvi richiamano l'attenzione dei dispersi Nell'aer si sentono echi strazianti di dolore e canti di maledizione Tu, Caronte, Droga potente Tu, Eroina che nutre e si nutre dei più deboli... della carne tremula...
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La droga è l'arma di devastazione più imponente e più convincente che esista

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Daniela Mazzotta
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Commenti (2)

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Maria Francesca9 ottobre 2007

Il poeta riprende la figura di Caronte nella versione dantesca, qui Caronte non consegna le anime all'Ade, ma le trasporta negli Inferi, la dannazione eterna. Nel rievocare Caronte, egli vede l'essere negativo delle droghe che trasportà l'anima verso baratri del non ritorno.

Giovanni Monopoli9 ottobre 2007

forte è il messaggio di questo autore per una piaga della società ove le vittime sono tante, troppe e bene fa questa poesia a evidenziare