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Cronaca 28 ottobre 2016 · lettura 1 min · 1279 letture

La regola

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Giancarlo Fiaschi 775 poesie pubblicate
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In questo mordi e fuggi di stagione or diventato la nostra programmazione solo il precario in noi entra in azione, c'è più adrenalina e gusto nell'improvvisazione. Noi si raschia il barile senza esitazione, nella regola ci si mette la nostra opinione senza pensare alla struttura della costruzione: se ci rientrano le palanche va benone. Troppi esempi ci lasciano tanta delusione e si continua alla cieca senza una lucida visione, di balzello in balzello cresce la costernazione ma chi paga ... chi va in prigione? Solito rituale del malaffare in continuazione e lungo lo stivale si propaga la ramificazione, tu popolino zitto o ti misurano il bastone basta aprir la borsa e l'esempio dà un'altra canzone. Intanto la scossa mette a nudo la situazione, l'acqua sconquassa libera a ripetizione, eolo ci fa la piega con decisione e noi in balia di chi fa i giochi nel carrozzone. Sveglia stivale ritorna a far lezione, tira fuori il merito rispettoso in condivisione e la regola sia esempio per la nuova generazione: in noi c'è troppo scarto ... da gettare nel bidone.
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Da Repubblica del 10/10/ 2016

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Giancarlo Fiaschi
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Commenti (1)

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Sara Acireale28 ottobre 2016

Chi paga? Chi va in prigione? Chiede costernato il Poeta. E non si capisce più niente in questa povera nostra Italia in cui non esistono più regole e l'improvvisazione e il malaffare prosperano. L'autore, con questi versi, vuole spronare noi italiani a fare sentire forte e chiara la propria voce di dissenso.