In Novembre

Ora giunge Novembre
col suo gravoso fagotto,
ricordi uggiosi di giornate buie
con quel velo di mestizia,
non solo per sacrale testimonianza
lui è utile per far nascere abbondanza.
Storie e ricordi lontani
di un 4 Novembre
che ci rese prigionieri,
città e quartieri piegati
dalla furia delle acque violentati,
lui l'Arno non è bizzoso
quando gonfiano le perturbazioni
invade della golena i suoi territori.
Quelle violenze furono così atroci
e l'arte e la vita imprigionate
da quel putrido pantano,
mentre carcasse vaganti
di animali gonfi galleggianti
e oggetti rapiti in quel vortice,
nel silenzio sibilino
che ci lasciava col fiato in gola.
Troppi ricordi negli anni ripetuti
seppur più attenuati
con sempre la Spada di Damocle sul collo,
tu Novembre fai il tuo gioco
siamo noi umani che capiamo poco,
basterebbe quel minimo di rispetto
e sarebbe tutto un altro concerto
senza i cattivi esempi di adesso.
Tutti siamo responsabili:
chi sceglie, chi tace, chi abusa,
la solita trafila del compromesso
gli amici degli amici e il guaio è fatto;
ma questa è un'altra storia Novembre...
tu tira dritto e segui la tua scia
siamo noi che dovremmo usare
limpida visione e leggiadria.
©
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