Come l'Araba Fenice
Cattiva luce
che di giorno e di notte
illumini il suo volto
dinanzi al mio cuore ferito...
Spegniti!
Perché non è difficile impazzire
Divento minatore
che con mani convulse
cerca diamanti
nelle caverne oscure
e ti desidera pietra preziosa
La fame
la fame che ho di te
mi stravolge
e ti stana
come un feroce lupo
nei boschi solitari
Reo è il ricordo
che riaffiora senza avviso,
penetra nelle fibre del mio essere
e mi da le sembianze
di un folle incatenato
che gode di pazzia
Ti sento perché mi appartieni
Sei scritto con il mio sangue
sulle pagine della mia vita
Ma sei un rovo di spine
ed io fuggirò sempre da te
Fuggirò perché non sei il nettare prelibato
Non sei la gioia dell'arcobaleno
dopo la pioggia torrenziale
Fuggirò da te
per rinascere dalle mie ceneri
come l'Araba Fenice
©
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