Temporale d'estate
Infilo lo sguardo nel calore del sole,
esito sul limite di un’ombra sconnessa,
e spero nel tuono estivo e la pioggia.
Acqua che lava,
porta via la sporcizia della terra,
le croste dell’anima.
Mi disseto e piango,
sul passato ammuffito di altre vite,
su speranze cieche,
incapaci di trovare la via,
incapaci di cogliere la visione,
inaridite su deserti di sguardi vuoti.
Sento gocce che percorrono il mio profilo,
a disegnare un volto d’acqua nell’aria,
e passo una mano a cancellare,
pensieri liquidi che colano.
Non c’è che rumore, scroscio,
e calma, battito e respiro.
Nel pendolo di una foglia che oscilla
passa la vita e l’aroma bagnato di un sogno.
Mi rimane l’iride
rifratto da un raggio di sole,
e una salvezza promessa
mentre cammino con le mani in tasca,
tra pozzanghere e nuvole
di volti e animali deformi.
Brivido che scivola tra nuca e coda,
ricordo premonitore d’inverni,
lontani o sconosciuti che arriveranno,
in un passato che rimane.
©
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L'autore
Andrea Sossi
Vive a Trieste, con percorso di studi umanistici, ha pubblicato su diversi siti di tematica poetica.
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