Specchi
Elena Poldan
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condussi i miei passi
sulla riva d'una tempesta
dove l'anima riprese fiato:
immersa fra miasmi di passato
confusa in dedali senza ritorno
avanzai riconoscendo al mio fianco
quei mostri senza tempo
(il mio specchio)
dolore fame sangue
smarrimento
e vuoto esangue
sul mio volto
seppelliti dentro al petto
rivivono ogni volta
in sembianze diverse
tarli ignudi
compagni d'ogni tempo
invisi clandestini
attecchiti troppo in fretta
nell'anima senza scudi
©
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
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