La solita siepe
Mi allungo oltre la siepe,
per non vedere la trama del film,
salto,
mi comprimo e salto,
annaspo nell’aria per galleggiare,
nella speranza di una visione permanente,
ma ricado lontano dalla costanza,
discosto dalla logicità dell’immagine continua.
Vivo di lampi,
intuizioni colte e perdute,
nel ritmo sincopato che pulsa distorto,
colori e scene di profumi da cassetti nascosti,
sapori improbabili che sparano emozioni,
e continuo a saltare mentre sudo,
incapace di ridere,
di capire il senso della quiete nella siepe.
Grondo sudore, dolore e affanno,
finalmente mi fermo,
guardo le mie scarpe logore,
sollevo gli occhi, oltre la siepe, ai monti,
so chi mi potrà aiutare,
trovo il senso dell’emozione della vita,
scopro la domanda priva del bisogno di una risposta.
E continuo a cercare,
rovisto in angoli bui di sguardi scappati,
per leggere il libro che completiamo con la morte,
per giocare questa partita,
per vincerla perdendo con dignità.
Ritorno e la siepe non c’è più,
due colpi di cesoie del giardiniere.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
A
Tutte le opere →
L'autore
Andrea Sossi
Vive a Trieste, con percorso di studi umanistici, ha pubblicato su diversi siti di tematica poetica.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!