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Introspezione 11 novembre 2016 · lettura 1 min · 1084 letture

Acque

Stefano Figoli 46 poesie pubblicate
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Aroma di zagare nell'ombra grigia di un assolato meriggio, sfuggenti e confusi spiriti si addensano nel maestoso frastuono di una tenebrosa notte. Esitante ed impaurito mi portai, nel tenue riflesso di lume, verso il tuo riverbero frangente. Sconfitto e deriso, scrutai timidamente, nel tintinnio di un passo, angosce e desolate urla di sguardi color ebano. Nell ' intimo salmastro di una infantile amarezza, mi soffermai titubante, nella desolazione di un attimo, consapevole di un evidente contrasto di un dolore celato. Acque famigliari, sfumati colori di infanzia, remoti schiamazzi simili a sibili perduti, ritornano incalzanti ed insistenti nella mia stanca mente. Immobile in lontananza un chiarore balena nel mio sguardo di bambino. Danzanti lampare simili ad abbaglianti lampi si addensano nel cobalto sconfinato, mentre il contemplare mi quieta e sopisce il mio tormento.
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L'autore
Stefano Figoli

Un mio caro concittadino un certo Fabrizio De Andrè disse che chi continua a scrivere poesie è un genio o un cretino. Bisognerebbe chiedere a colui che ha scritto poesie sotto forma musicale cosa ne pensa di chi inizia a scrivere poesie ( se così vogliamo chiamarle ) dopo un po' di anni di vita su questo nostro pianeta

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Commenti (1)

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Solaris11 gennaio 2017

Quando le proprie rime si possono adattare ai ricordi altrui, significa che non hanno fine. Complimenti