Il concorso

Concorsi statali allo sbando,
fra ricorsi e contro ricorsi
siamo sempre al palo e il merito
che cavalca a pelo preso di nerbo.
Equità lasciata alla deriva
troppi furbetti in cima alla fila,
e fra organizzar il quiz giusto
e sviluppar i quesiti per l'insieme
è tutto un balletto in giro tondo,
e pur la commissione ha un brutto sfondo.
Non vive nello stivale la trasparenza
e nel garbuglio in tanti ci si appella,
promossi sul campo in via precaria
in attesa che l'idoneità venga ratificata.
Commissioni e giudizi di ratifica
si susseguono e si rincorrono
appelli e contro appelli nel foro
e in troppi escono a cantar dal coro.
Per ogni impostazione dotta c'è la furbata
teoria piena di zelo e di contropelo
e sempre si ritorna al punto di partenza
in troppi dietro la lavagna a far penitenza.
Eppur basterebbe un po' di sale in zucca
senza voler per forza tutti mungere la mucca,
in troppi in attesa di quel santo in paradiso
che della trasparenza non mostra il dito.
Finiamola dunque con questa farsa,
alziamo il viso e giriamo il palmo della mano,
per tutti valga la propria zucca
per cercar la farina in quel sacco solo,
l'unico che dia certezze a tutti e faccia satolli
e poi il merito, non arrida ai soliti furbi.
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