Triste notturno

Infedeli sono i piccoli raggi di luce
che possiedono le ombre delle immagini profonde.
Sembra che come fiaccole si avvicinano alla notte deserta
e poi, invece, mutano in nuvole nere sul petto.
Dei miei silenzi vi scrissi i domani compassati sul cuore,
dissolti nel taciuto mio cammino.
E mi sfiora questo buio che non è indifferente al mio sguardo;
stranamente accumula note della voce silenziosa
e passa attraverso la mia mano sottile.
Gorgheggia la mia sembianza avvolta
nella nostalgia dei luoghi che affollano l'orecchio.
E la nebbia del fiume diventa la cornice di questo triste notturno;
scrive cavalloni invernali stendendosi nel tremore delle mani fredde.
“Hanno angosciato l'anima mia come un
sogno profondo lasciato nel buio.
Hanno camminato sulle mie spalle lasciandomi
poi innanzi alla porta illusioni vaporanti.
Hanno lasciato dinnanzi a me solo qualche petalo appassito
e non sono mai entrati veramente nel triste notturno
a vedere rifiorire le rose moribonde.
È un triste notturno storpiato, ma mi legge lettere di ciò che non passa.
Non mi fa del male, ma non c'è nessuno intorno.
Solo questa mezza luna che abbassa gli occhi
per non vedere le mie mani stringere il vuoto.
©
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