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Introspezione 19 novembre 2016 · lettura 1 min · 1133 letture

Genova

Stefano Figoli 46 poesie pubblicate
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Capita che mi smarrisca nel tuo ventre di Superba, nel cielo terso di Settembre, e mi disperda tra vicoli di terra e risacche di mare. Accade che io gioisca tra vapori di tristi banchine, vecchie ancore, crepe spaventose di lugubri palazzi. Nel rosso aceto del tramonto, nello schiamazzare di mondi opposti, nel silenzio della sua gente, mi lascio trasportare, come piuma al vento, nella tua solenne sinfonia. Sono salito sulle tue scale e sono ridisceso verso il tuo cuore sono risalito e ridisceso. Lasciati prendere per mano così da ubriacarmi di nere ombre, di anime solitarie al tramonto, di bianco di vele, e di erranti spiriti di marinai. Voglio perdermi nelle tue strascicate litanie, nelle tue notti di fango e di sangue, nelle tue scogliere calpestate. Voglio disorientarmi nei tuoi angusti spazi, nel riverbero argentato del tuo respiro, e farmi trasportare come si trasporta una bara nel luogo che si ama.
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L'autore
Stefano Figoli

Un mio caro concittadino un certo Fabrizio De Andrè disse che chi continua a scrivere poesie è un genio o un cretino. Bisognerebbe chiedere a colui che ha scritto poesie sotto forma musicale cosa ne pensa di chi inizia a scrivere poesie ( se così vogliamo chiamarle ) dopo un po' di anni di vita su questo nostro pianeta

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