Alla poesia
Gesuino Curreli
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E poi rimani tu a darmi la mano
nel sibilo che penetra e spaventa
di questa solitudine mai spenta
che chiude il giorno consumato invano.
Rimani tu, poesia, distesa e lieve
su un pentagramma tutto da riempire
con note che non so mai definire
se non con lo stupore della neve.
Anche tu cali lenta sulle pene
e dai sollievo ai morsi della sera
se non mi aiuta neanche una preghiera
ad inventare nuove, amate scene.
Nel mio cimento sciogli i fiocchi bianchi,
non fermi note sopra il mio breviario
ma io mi ostino al compito ordinario
di averti amica fino a che ti affianchi.
Sei palpitante, vivida e presente,
ma fuggi alle mie voglie prepotenti,
così lasci il profumo e con i venti
del vespro mi solletichi sovente.
Non posso averti per compagna in vita
però ti cerco con amore affranto
quando la solitudine sta accanto
alla modesta vena mai smarrita.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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Mina Cappussi19 novembre 2016
La "solitudine chiude il giorno consumato invano" in questa poesia in cui il soggetto è essa stessa poesia, "distesa e lieve" che rimane su un pentagramma tutto da riempire". Visioni inedite di lirica alta

