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Riflessioni 19 novembre 2016 · lettura 1 min · 1052 letture

Alla poesia

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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E poi rimani tu a darmi la mano nel sibilo che penetra e spaventa di questa solitudine mai spenta che chiude il giorno consumato invano. Rimani tu, poesia, distesa e lieve su un pentagramma tutto da riempire con note che non so mai definire se non con lo stupore della neve. Anche tu cali lenta sulle pene e dai sollievo ai morsi della sera se non mi aiuta neanche una preghiera ad inventare nuove, amate scene. Nel mio cimento sciogli i fiocchi bianchi, non fermi note sopra il mio breviario ma io mi ostino al compito ordinario di averti amica fino a che ti affianchi. Sei palpitante, vivida e presente, ma fuggi alle mie voglie prepotenti, così lasci il profumo e con i venti del vespro mi solletichi sovente. Non posso averti per compagna in vita però ti cerco con amore affranto quando la solitudine sta accanto alla modesta vena mai smarrita.
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L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (1)

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Mina Cappussi19 novembre 2016

La "solitudine chiude il giorno consumato invano" in questa poesia in cui il soggetto è essa stessa poesia, "distesa e lieve" che rimane su un pentagramma tutto da riempire". Visioni inedite di lirica alta