L’odore dell’aria nella casa deserta

Fuori c’è un uragano che scuote le arterie
e urla ai piedi innocenti sul fiume.
A proteggere la mia voce è l’insepolta
onda maestra dei miei viaggi.
Viaggi oppressi da tutto ciò che hanno perso
e che non hanno mai avuto, ma che vanno controcorrente
alle energie artificiali.
E, china sulle mie impronte, fuggo mentre il mondo chiacchiera.
Mi aggrappo ai silenzi umidi e mi faccio travolgere
dalle cose che ascolto dalla bocca della nebbia.
Mi forgio le mani di petali nei mattini appena lavati,
mentre gli occhi e il mio canto sudato
diventano la luce che mi crea, essenziale per non essere cenere.
E se bevo sillabe stanche, io mi riposo nei litorali
incatenati al cuore. Così la traccia dei miei occhi
si appende sulle pareti pullulanti e non lascia
quell’identità insanguinata che palpita nell’odore
lasciato nella casa deserta.
E avverto quella sensazione strana di non essere mai nata quaggiù.
Sotto le dita rimane sotterrata quella vita
che non muore ma diventa un’isola immobile senza più radici.
E l’odore nell’aria della casa deserta
mi ricorda- ancora- ciò che mi faceva felice.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!