Favola che muore oltrepassa la pietra
Alma Gjini
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Si stropiccia il mondo
mentre la notte
oscura il cuore
grida e mormorii
imbrattano i sogni.
Spento lo sguardo
come un livido lentamente
si posa, passeggia
e sfiora l’anima
con i l suo
violastro sulle labbra
agita la pelle
come foglia appassita sul ramo.
Corpo inerme
non sente più
i sogni persi nel labirinto
d’un cortile silenzioso
macchiato qua e la
dall’ombra di luna
poggiata sul profilo
di madre disegnato di gesso.
Solo il dolore graffia l’asfalto
nel paese sperduto
tra le alte montagne
Tutto sì è spento
nuvole si spingono l’un l’altra
e il cielo piove grigio.
E come riflesso che rifulge
solo favola che sbiadisce
e muore in un istante
oltrepassa la pietra...
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L'autore
Alma Gjini
Commenti (2)
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Patrizia Ensoli28 novembre 2016
Una poesia struggente che, scivola e taglia mentre la foto prende la forma del dolore. Elegante e poetico componimento, si muove in punta di ali nel rispetto empatico di un vuoto che resterà tale, espandendosi nel futuro!
Francesco Rossi6 dicembre 2016
POESIA DI GRANDE IMPATTO EMOTIVO, quando si arriva al corpo inerme, il lettore deve trarre sue considerazioni in sintonia con l'espressione poetica fatta di impressioni dell'autrice.


