Preghiera
E Tu, che dipingi l'incanto
frantumando le pietre del cammino
nell'incauto sentiero
della vita terrena:
non promettere
cieli tersi di vento,
non illudere
gli effimeri turchesi.
Che la terra non veda
di Dio il trono
alto nel cielo,
mentre di sangue
ne gronda il seme.
Ma guarda piuttosto a noi,
che del male alziamo il vessillo
incensando le statue
fredde e mute,
ingoiando pane raffermo e sacro.
Non è in questo il Dio della pace.
Non è in questo l'Amore universale.
E' nell'uomo ferito
è nel bimbo abusato
è nella donna uccisa...
in tutta quell'umanità che vaga
senza speranza e senza meta.
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Commenti (1)
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Josiane Addis29 novembre 2016
Un canto d'indegnazione s'inalza da questi versi, quasi un denuncia sulle miserie umane. Una lezione di vita, abbastanza commovente, visibile nell'ultima strofa. Induce ad una riflessione profonda "cos'è il vero amore universale?"
